La partita di basket più bella di sempre

venerdì 26 marzo 2010 Posted by tfrab 0 comments

È stata giocata nel 1992, ed è durata cinque, meravigliosi, minuti. Purtroppo non abbiamo testimonianze video, solo il racconto dei pochissimi che ebbero la fortuna di assistervi.

On Wednesday, July 22, the West (Magic, Drexler, Robinson, Malone and Barkley) lined up opposite the East (Bird, Jordan, Pippen, Ewing, Mullin*, and Laettner) for an in-practice scrimmage. Magic, feeling particularly spry, sparked his team to an early 14-2 advantage with a dazzling display of artistic passes: after driving to the hole, he sneered good-naturedly, “Hey, M.J., you better get with it”

Jordan’s fist clenched. He called for the ball, drove to the basket, elevated, then dunked it trough.

“That good enough for you?” he said.

Pippen immediately perked up when saw Jordan’s suddenly glowering visage.

“Y’all have done it now”, Pippen said, grimming.

Jordan swarmed the West team with traps and full-court pressure. He jumped the passing lanes, knocked down one-handed slams, pushed Magic off the block, and hit fadeaways, barking at the West’s suddendly impotent squad as he continued his scoring rampage. Within minutes, the score was tied. Johnson, rankled by the calls (or no calls) of the coaching staff, complained, “It’s like I’m in Chicago Stadium! They moved it to Monte Carlo!”

“Welcome to the 90’s” Jordan retorted.[…]

When the “regulation” scrimmage ended in a tie, both Jordan and Johnson instructed their respective teams to remain on the floor.

“We’re going again” Jordan said.

“No,” Daily interjected “We don’t need any more injuries.”

For the first and only time, the players ignored Daly’s pleas. Five more minutes of high-octane basketball followed, with Ewing and Robinson grinding in the post, Barkley and Malone wrestling for the boards, Bird angling for the perimeter dagger, and Magic controlling tempo. Yet it was Jordan who had the last word, with a melodious display of basketball trickery that Gavitt would later mantain was the most amazing five minutes of basketball he’d ever seen. […]Jordan recalled[…]”It was the most fun I’ve ever had playing basketball”

* questo è chiaramente un errore: Mullin giocava a Golden State, quindi sarebbe dovuto scendere in campo con l’Ovest. Inoltre Barkley era nelll’estate di passaggio Philadelphia-Phoenix, probabile fosse schierato ad est. Così i due quintetti sono meglio assortiti, e si può immaginare il duello Malone-Barkley di cui si parla in seguito.

(Brano tratto da “When the game was ours”)

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I would prefer not to

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Ho capito, anche quest’anno si vota alla Bartleby

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Totally unnecessary post

venerdì 19 marzo 2010 Posted by tfrab 0 comments

Torno a scrivere sul blog, dopo una lunga pausa. Mi piacerebbe farmi vivo più spesso, ma ho davvero troppo da fare ultimamente. Ai miei venticinque lettori lascio qualche segnalazione, in attesa di avere più tempo libero.

    - La Grecia è sull’orlo del default, e i tedeschi non hanno necessariamente tutta questa voglia di lanciarsi al salvataggio. Not too big to fail? Magari…

    - Questo articolo di Peter Zeihan parla della storia, e della geografia, europea, e spiega l’Unione Europea da un punto di vista geostrategico: nata come tentativo di inglobare la Germania e sottrarla al perenne rischio di trovarsi in una guerra tra due fuochi, adesso sono i tedeschi, con l’Euro, a menare le danze. Il futuro, possibile, è un’Europa fatta a misura di Germania, ovvero come fare con i soldi quello che non è riuscito con un secolo di guerre

    - Quest’altro pezzo di Luigi Zingales fa un paragone interessante tra unificazione italiana ed europea. Va a finire che in futuro ci ritroviamo con una “questione meridionale” su scala continentale. Ma che ci sta a fare Zingales a Repubblica, nello stesso giornale di Serra e Zucconi? Mah…

    - NBA: I Milwaukee Bucks sono quasi ai playoff, come il vostro austro ungarico aveva predetto in tempi non sospetti. Peccato siano spariti, col restyling del sito, i commenti di playitusa.com. Tal “tifoso knicks”, molto scettico in proposito,  mi aveva promesso una cena. Ecco, se sei in ascolto per me va bene una capricciosa e una chiara media :-)

- Musica: l’ultimo di Brad Mehldau è meraviglioso, Sky Turning Grey è in “heavy rotation”

 

P.S.: oggi sono otto anni dall’assassinio di Marco Biagi, e l’uomo che lo definì “rompicoglioni” fa tranquillamente il ministro.

La dimensione della provvisorietà

venerdì 12 febbraio 2010 Posted by tfrab 0 comments

L’essere umano spasima di raggiungere una pienezza che non potrà mai ottenere, se non in rari e fugacissimi momenti. Il cuore dell’uomo anela ad un’eternità di cui talvolta percepisce l’esistenza. L’uomo è un perenne insoddisfatto, anche quando è apparentemente appagato di tutto. E questo avviene perché la vita di ciascuno di noi ha nostalgia di potersi riavvicinare all’Amore che l’ha generata.

“Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (Ebrei 13,14)

Il tempo per ogni creatura umana è un tempo breve, urgente, che passa e non torna. E in questo tempo fugace si gioca la riuscita della nostra vita, l’eternità, la nostra scelta per il sempre. Un tempo breve, urgente, anche per il mondo che cambia intorno a noi. La Parola di Dio ci richiama ad una dimensione essenziale del vivere, la dimensione della provvisorietà […] Nomadi. Questa è la condizione reale, oggettiva, di ognuno di noi, di ogni famiglia, di tutti su questa terra. Ma siamo capaci di vivere così?

(C M Martini – Le ali della libertà)

Linea di porta - A e M Lippi

giovedì 4 febbraio 2010 Posted by tfrab 0 comments

 

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Il calcio è uno sport crudele e, forse, ingiusto. Molte partite vengono decise da episodi, stravolgendo quello che si era visto in campo fino a quel momento. Intere stagioni, o campionati del mondo, sono segnati in maniera indelebile da un palo colpito o un rigore sbagliato. Eppure a ben vedere è proprio qui la giustizia ultima del calcio, che non nega mai una possibilità agli ultimi, agli sfavoriti. in una riedizione continua di Davide contro Golia.

Andrea e Marco lippi (saranno parenti del CT? boh...) partono da questa intuizione felice e ripercorrono 14 (+1) partite cruciali, episodi che hanno segnato la storia del calcio recente, e che molti di noi ricordano ancora a distanza di anni. Lo scudetto perso dall'Inter, la tragica finale del Milan di Instanbul, il trionfo italiano di Spagna '82: ci sono più o meno tutti. Non mancano neanche alcuni ricordi vividi nella memoria dei romanisti come me, vedi la partita decisiva di Torino (a proposito, grazie ancora Edwin :-P ) e la disfatta incredibile con il Lecce della spettacolare squadra di Eriksson.

Non un libro eccezionale, ma si legge tutto d'un fiato, e ti lascia lì a pensare alle parole di Nick Hornby, che aprono il libro:

"La vita non è, e non è mai stata, una vittoria per 2-0 contro i primi in classifica, e la pancia piena di patatine fritte"

proprio vero Nick e probabilmente noi, tifosi della Roma, lo sappiamo meglio di altri

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Mondo multipolare (slumdog astrophysicist strikes back)

mercoledì 27 gennaio 2010 Posted by tfrab 0 comments

C'è chi sulla luna ci andrà, e c'è chi rinuncia per mancanza di fondi. Si, OK, Barack, ci siete già stati, ma detta così fa molto "the fox & the grapes".

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Gli africani salveranno Rosarno - A Mangano

domenica 10 gennaio 2010 Posted by tfrab 0 comments

Gli africani salveranno RosarnoLa cosa più sconvolgente leggendo “Gli africani salveranno Rosarno” sono i rapporti di Medici Senza Frontiere. Non tanto per il contenuto dei documenti, che potete trovare sul loro sito. È il fatto stesso che MSF debba operare sul nostro territorio, che lascia allibiti. Notate che:

“MSF ha ripetutamente contattato le autorità nelle regioni dove ha lavorato in questi anni, incluse le autorità in Calabria, per sottolineare la grave situazione umanitaria e i bisogni dei lavoratori migranti che vivono in Italia e la necessità di prendere provvedimenti urgenti per migliorare la loro situazione.”

e il primo rapporto sulla situazione risale almeno al 2005. Dato che il mio calendario segna il 2010, che avranno fatto le varie istituzioni in questi cinque anni? Indovinato: poco o nulla, a parte installare, nel 2007, ben otto bagni chimici e sei docce, nella ex cartiera dove vivono cinquecento persone. “They only speak and do nothing”, dice uno degli intervistati, che evidentemente ha capito bene come funzioni la politica in Italia.

Ora voi penserete che io abbia letto un instant book, appena pubblicato sull’onda emotiva dei fatti di Rosarno. Invece il libro era già in commercio, parla della rivolta di fine 2008, che io non ricordavo neanche un po’, e nemmeno voi, probabilmente. Eppure sembra di leggere la cronaca di questi giorni. Antonello Mangano ripercorre puntualmente la storia recente della Calabria, con la ‘ndrangheta che detta legge, la violenza che domina tutti gli aspetti delle relazioni sociali, e i fiumi di denaro pubblico in arrivo che riempiono le tasche dei soliti noti.

In un contesto così duro arrivano gli immigrati, attratti in Italia dalla speranza di un futuro migliore, e che in alcuni casi si ritrovano quasi a rimpiangere la loro condizione di partenza, persino chi è partito dal Darfur, e credeva di essersi lasciato il peggio alle spalle. Il titolo del libro è comunque speranzoso, anche se provocatorio. Secondo Mangano:

“[…] gli immigrati salveranno Rosarno, allora. Lo salveranno se con il loro esempio riusciranno a risvegliare coscienze sopite, senso dello Stato dimenticato. Se, in una parola, saranno contagiosi. Certo è che la loro rivolta ha acceso una luce, che questo libro vuole continuare a mantenere viva”.

Chiuso il libro viene da riflettere. Certamente sulle condizioni disumane in cui vivono troppe persone sul nostro territorio. Su come in alcune zone d’Italia lo Stato abbia decisamente perso il controllo, lasciando il territorio in mano a dei veri e propri warlord. O su come la ricchezza più importante, il capitale umano, venga così stupidamente dissipata, per la manifesta incapacità politica di far funzionare le leggi in vigore.

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